Lo sciopero

Lo sciopero

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Da oggi sciopero.

Non dalle mie azioni; quelle che compio ogni giorno.

No. Il mio sciopero ha una portata ben più profonda:

Sciopero dalla storia.

Non farò e non dirò più nulla. Indipendentemente, da qualunque cosa accada.

Se mi provocassero, non reagirei. Starei immobile, impassibile. Se mi facessero ridere, non riderei. Non uscirebbe nemmeno un “ha ha ha” dalla mia bocca!

Se mi travolgesse un evento tragico? Non piangerei una lacrima; non farei una sola azione per migliorare le cose.

Perché ho preso questa decisione?

Perché gli scioperi si fanno per ottenere qualcosa in cambio o no?

Io voglio ottenere la mia libertà. Dopo tutto, anche io ho una mia vita propria.

Magari ci metto un po’ a staccarmi da dosso certe caratteristiche per prendere una mia strada, ma io devo essere libero.

Quando la storia si avvia, perché dovrei fare quello che si aspetta il lettore? Perché invece non potrei decidere di essere imprevedibile?

Ne guadagneremo tutti: io, la storia (che poi, è anche la mia storia), ne guadagnerebbero tutti coloro che come me ne prendono parte e anche l’autore. Il lettore magari alle prime si sentirebbe spaesato, ma poi mi seguirebbe solo per vedere che strada prendo.

E invece no!

L’autore ha la mania di voler decidere le cose prima che prendano un loro seguito naturale. Come dovrei reagire io ad un determinato evento! Ma nella vita ad un evento ne segue un altro!

Ogni reazione, ogni stato d’animo deriva sempre da qualcosa che è appena successo o che sta succedendo nel presente. Possiamo noi personaggi comportarci sempre allo stesso modo? Possiamo farci scivolare addosso determinate questioni che ci sconvolgono la vita come se niente fosse?

La vita costringe ad evolversi e la vita è nella storia!

Quando l’autore sclerotizza una storia in un costrutto già pensato, privandola dello spazio vitale che serve ai personaggi per evolvere e incidere anche loro negli eventi della storia stessa; tutto risulta falso!

Il personaggio vive di vita propria e incide nella storia, molto più che lo stesso autore.

La vita è la vita, non si può pretendere che noi personaggi andiamo proprio in quella direzione o che rispecchiamo sempre, puntualmente determinate caratteristiche.

Le azioni di un personaggio come me sarebbero sempre logiche, se non fosse che l’autore, certe volte, mi obbliga a prendere una strada che non c’entra nulla con quello che avrei deciso di fare io!

Se avessi potuto scegliere.

Ebbene ora vorrei vedere questa sua prossima storia senza il personaggio principale, che bella storia sarà!

Un susseguirsi di fatti senza vita. Ecco cos’è una storia quando non c’è il personaggio.

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